Chiaromonte Landing

Ketamine Music

by Chris Korda
testo
07.31.2026
TEMPO DI LETTURA:
6 minuti
Ketamine Music

L'impoverimento della musica mi sta facendo impazzire. Sempre più spesso a produrla sono persone che non sono musicisti, e i risultati hanno una monotonia desolante. È un fallimento colossale dell'immaginazione, anche se sarebbe ingiusto prendersela con i producer: a determinare questo declino sono soprattutto forze che li sovrastano, tra cui la globalizzazione e il capitalismo neoliberista.

Anche una lingua può impoverirsi, o addirittura sparire. I miei genitori parlano meglio di me, e scrivono ancora meglio. Avevano avuto un'istruzione migliore perché, all'indomani della Seconda guerra mondiale, ci si era ripromessi di costruire società più solidali ed egualitarie. È stato un proposito di breve durata. La società ci ha traditi in modi ben più gravi della semplice sciatteria in fatto di grammatica e di teoria musicale, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

Mi farò nemici, ma tant'è. Frank Zappa mi è sempre piaciuto. Era un nemico dichiarato delle droghe e aveva idee taglienti sulla musica e sulla cultura, e certe sue composizioni erano così avanti che ancora oggi la gente fatica a coglierle. Credo che questa invettiva gli sarebbe piaciuta.

Chris Korda, Automatic Drawing 2, (1981)

Sto scappando dalla prigione del piacere che è la disco. Fare festa è una trappola mortale, tra le peggiori cose che possano capitare a un artista, peggio ancora della fama. La disco1 è il neoliberismo fatto musica, una monocultura di superficialità estatica. Il capitalismo ha banalizzato talmente il gusto di massa che i più non distinguono la competenza musicale dal mestiere del DJ e non gliene importa nulla, troppo presi a far festa. È un crollo culturale che strazia, dettato dall'imperativo della crescita economica infinita.

1

Qui, con “disco”, si indica soprattutto il genere musicale e, in seconda battuta, i locali dove la musica gira con monotonia e un’uniformità estreme.

Ho l'età per ricordare i tempi in cui il DJing non era ancora stato promosso a forma d'arte, e mi rifiuto di metterlo sullo stesso piano di Chopin, tanto per dire. Non c'è confronto che tenga. Esiste una gerarchia delle competenze, e mixare dischi non sfiora nemmeno da lontano le vette della creatività umana. Al posto della cultura armonica e del virtuosismo strumentale, subentrano il sound design e il missaggio, in un processo che chiamo “dequalificazione”: la caccia al profitto e la tecnologia si alleano per svuotare di competenza i mestieri che un tempo ne richiedevano in abbondanza.

Chi vive nel XXI secolo entra in una mostra fotografica e pensa: “Lo so fare anch'io”. E invece no, perché avere un telefono non ti rende un fotografo. Fotografo, lo diventi imparando i tempi di posa, i diaframmi, la profondità di campo, il sistema zonale e via dicendo, finché la tecnica ti entra nelle mani. La fotografia è un mestiere. Ora che la tecnologia l'ha messa alla portata di chiunque e chiunque si crede fotografo, si fanno soldi ancora più facilmente vendendo a queste persone app che dovrebbero rimediare alle loro foto mediocri.

Chris Korda, Berklee Bathroom, (1981)

Siamo in un paradosso: la gente si dice musicista, artista, fotografo, regista e così via senza padroneggiare le basi di nessuna di queste cose. L'effetto democratico della tecnologia è un'arma a doppio taglio: abbassa le barriere d'accesso e allarga la partecipazione, ma nello stesso tempo svaluta la formazione.

I producer se ne stanno chiusi in stanze piene di lucine lampeggianti, si fumano le canne e giocherellano con le manopole per ore, e ne esce roba così noiosa che per reggerla ci vorrebbe l'anestesia. Io la chiamo «musica da ketamina». Bisogna piantarla con l'idea che fare arte sia una cosa facile, come dare una spruzzata di bomboletta, alla portata di chiunque.

L'arte senza maestria è un vicolo cieco, un residuo stantio degli anni del punk. Bollare il virtuosismo come borghese faceva ridere cinquant'anni fa, ma la battuta ha smesso di funzionare. La maestria musicale non sta nel girare le manopole, e conquistarla richiede anni di studio. Si studia per arrivarci. Come avrete capito, sto invocando un ritorno alla maestria. Purtroppo non ha niente a che fare con la birra.

Chris Korda, Plane Over The Mall, (1981)

Ultimamente, quando mi capita un producer, gli chiedo di dirmi le note di un accordo di Do minore settima: quali sono le quattro note, qui e ora, senza guardare il telefono. Nove su dieci non ci arrivano. Un musicista che non sa indicare le note di un accordo elementare è un analfabeta, come un pittore che non sa che cos'è il blu. È l'abc, niente di misterioso.

Sembrerò una snob, ma è la croce che mi tocca portare. Di cultura di bassa lega ne ho vista abbastanza per dieci vite. Per me il crollo è cominciato decenni fa. I film di John Waters fanno ridere, ma sono anche una satira: mettono in caricatura una catastrofe culturale, un'epidemia di trash.

La musica suona sempre più smorta perché di musica, dentro, ne è rimasta quasi nessuna. Se sei un producer e sei ancora qui a leggere, tieniti forte. Se proprio non riesci a mollare il 4/4, almeno molla il backbeat. Il backbeat, nella migliore delle ipotesi, è uno schema ritmico senza ambizioni, ed era già un cliché negli anni Novanta. Oggi è roba stravista, banale, volgare. Di pattern interessanti ce ne sono all'infinito. Sono diventata a tal punto allergica al backbeat che, appena lo sento, schiaccio il tasto stop.

Mi dispiace se la cosa ti turba, ma è uno scossone costruttivo. Finché ce ne stiamo a mollo nelle acque tiepide dell'omologazione postmoderna, non cambierà niente. Sto provando ad allargare gli orizzonti della musica elettronica con strutture e approcci più creativi. I soliti pattern da sedici battute che hai preso per il mondo intero sono solo un'isola minuscola, in mezzo a mari che nessuno ha esplorato.

Chris Korda, Dorothy's Boutique, (1981)

I DJ sono gli influencer per antonomasia, e non è un complimento. In origine il DJing serviva a vendere più dischi. I DJ erano un braccio dell'industria del vinile e oggi sono un braccio dell'industria dell'intrattenimento, un altro trionfo del capitalismo. Il capitalismo massimizza i profitti a breve termine degli azionisti standardizzando i consumi. Fare soldi è più facile quando tutti vogliono la stessa cosa. Se il massimo a cui arriviamo sono i parchi a tema psichedelici, pazienza, ma mi sa che il nostro potenziale lo stiamo sprecando.

La prima volta che sono andata a ballare, nel 1975, un DJ senza nome mise tutti e sette i minuti di Light My Fire dei Doors e la pista impazzì. Che da allora la complessità della musica sia crollata è sotto gli occhi di tutti, e ho gli studi accademici a dimostrarlo.2 È un falò apocalittico di banalità, alimentato dalla cronica mancanza di investimenti nell'istruzione: la vendetta di Ayn Rand.

2

«…individuiamo tre tendenze rilevanti nell'evoluzione del discorso musicale: la restrizione delle sequenze di altezze (le metriche segnalano una minore varietà nelle progressioni), l'omogeneizzazione della tavolozza timbrica (i timbri più frequenti diventano ancora più frequenti) e l'innalzamento dei livelli medi di intensità sonora, che erode una ricchezza dinamica sopravvissuta fino a oggi». —Joan Serrà, «Misurare l'evoluzione della musica popolare occidentale contemporanea»

La disco segnò la fine di un'epoca, l'ultimo chiodo sulla bara della controcultura degli anni Sessanta, ma l'incubo neoliberista si aprì ufficialmente con l'elezione di Margaret Thatcher e Ronald Reagan e con l'assassinio di John Lennon, poco dopo. I ricchi, finalmente ristabilitisi dalle guerre mondiali, smontarono le riforme del dopoguerra e inaugurarono una nuova «età dell'oro» a ritmo di disco music. Questa storia non finirà bene.

Il mio appello alla diversità è una goccia nell'oceano planetario dell'uniformità. Sto provando a far scattare una rivoluzione musicale, ma le rivoluzioni spesso falliscono. Ho dichiarato guerra alla volgarità, e sto perdendo. Con gli iconoclasti si è d'accordo di rado. Viva la differenza.

Chris Korda, Self-Portrait, (1981)

Chris Korda è un artista multimediale e autore di fama internazionale, la cui carriera abbraccia trent’anni e comprende musica elettronica, arte digitale e videoarte, performance e arte concettuale, oltre al “culture jamming”. Chris è stato un pioniere nell’uso del polimetro complesso nella musica dance elettronica e ha inventato un sequencer MIDI unico nel suo genere per esplorare le tecniche di composizione polimetrica. Chris compone ed esegue musica in vari generi e ha pubblicato numerosi album con etichette come Yoyaku, Perlon, Mental Groove e Gigolo Records. Chris ha inoltre fondato una religione antinatalista, la “Church of Euthanasia”, e ha lavorato come programmatore informatico per 35 anni. Chris è rappresentato da Goswell Road a Parigi e ha recentemente esposto le sue opere al Basel Social Club.

Questo saggio compare anche nell'ultimo libro di Korda, They Don't Live, Road House, Parigi 2026.

All images courtesy of the artist and Goswell Road.

INDEX
Ketamine Music
NEWSLETTER
chiaromonte
social
© Chiaromonte ✸ Nationhood srl - P. IVA: 12117020011 Via G. Barbaroux, 5H - 10122 Torino (TO)
Progetto realizzato con il sostegno del PNRR - Incentivo "TOCC",
finanziato dall'Unione Europea - Next Generation EU
Next Generation EU logoMinistero della Cultura logoTOCC logo