I personaggi di Beatrice Marchi si muovono con disinvoltura tra tele, proiezioni e azioni performative. Attualmente l'artista, di casa a Berlino, è impegnata in un progetto ispirato a un noto fatto di cronaca nera avvenuto nell’area in cui è cresciuta, a nord di Milano che ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva italiana. Queste immagini documentano momenti del processo creativo in cui Marchi esamina le delicate tensioni tra inclusione ed esclusione sociale, intrecciando tradimenti, aspirazioni, glamour e sconfitte.
Beatrice Marchi (nata a Gallarate, Italia, 1986) vive e lavora a Berlino. Ha studiato con Alberto Garutti all'Accademia di Brera di Milano e con Jutta Koether alla Hochschule für bildende Künste di Amburgo, conseguendo un MFA nel 2017. Utilizzando diversi media come il video, la performance e la pittura, Beatrice Marchi adotta la prospettiva del clown per raccontare momenti di esperienza personale intrecciati a dinamiche collettive come il desiderio di appartenenza e le strutture di potere. Nel 2024 le è stato assegnato il premio ArteVisione, che sostiene gli artisti che lavorano con il video. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive presso istituzioni e gallerie internazionali, tra cui Fort Biennale 01, Festung Franzensfeste (TBA, 2024); Museion, Bolzano (2023); Pogobar, KW, Berlino (2023); MAXXI L'Aquila (2022); Fondazione Prada, Milano e Tokyo (2022); Kunstquartier Bethanien, Berlino (2021); Istituto Svizzero, Milano (2021); MACRO, Roma (2021); Sandy Brown, Berlino (2020); Palazzo Reale, Milano (2019); Performance Space, New York (2018); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2017); 16a Quadriennale d'Arte di Roma, Roma (2016). Insegna Fine Arts presso la NABA di Milano e l'Akademie der Bildenden Künste di Norimberga.
All images courtesy the artist.
Sono ossessionati
dalla comitiva.
Si inseguono,
si imitano a vicenda,
vogliono stare insieme.
Si spostano e si organizzano
per restare uniti.





