Il lavoro di Yorgos Prinos traccia l'architettura invisibile del potere nel suo dispiegarsi tra lo spazio urbano e la figura umana. Questa selezione di cinque immagini non è una semplice documentazione, ma una provocazione, un luogo in cui gli spettatori sono coinvolti in uno scambio. “Se vi fornisco un'immagine”, osserva Prinos, “mi interessa ciò che voi portate in risposta ad essa”. Queste fotografie sono abbinate a testi letterari selezionati da Achille Filipponi come sparring partner storici, creando un dialogo tra passato e presente in grado di riconfigurare sia le immagini che la parola scritta.
Yorgos Prinos (Atene, 1977), vive e lavora ad Atene. Ha conseguito un master in fotografia presso l'Università di Yale nel 2011. Il suo lavoro esplora questioni di potere all'intersezione tra psicologia e politica, ampliando la portata delle proprie immagini con immagini trovate e opere di suoi contemporanei. Tra le mostre personali più recenti figurano Prologue to a Prayer, Hot Wheels London (2024); Optics Is Ethics, Hot Wheels Athens (2022) e la prima presentazione della galleria a Frieze London nel 2021. Tra le mostre più importanti ricordiamo: The Word for Museum is Forest / Das Wort für Museum ist Wald, a cura di Eleni Michaelidi, Museum of Contemporary Art Leipzig, Lipsia (2023); Modern Love (or Love in the Age of Cold Intimacies), a cura di Katerina Gregos, EMST, Atene (2022); e la 7a Biennale di Atene: ECLIPSE, co-curata da Omsk Social Club, Larry Ossei- Mensah e Poka-Yio, Atene (2021). Prinos ha fatto parte del collettivo Depression Era (2013 - 2019): un gruppo di artisti che ha documentato il paesaggio urbano e sociale della crisi in Grecia. Importanti acquisizioni di sue opere sono state effettuate dall'EMST (Museo Nazionale d'Arte Contemporanea di Atene) e dalla Fondazione Onassis nel 2022.
All images courtesy the artist.
Ciò che per me è sacro non è né la sua persona né la persona umana che è in lui. È lui. Lui nella sua interezza. Braccia, occhi, pensieri, tutto. Non arrecherei offesa a niente di tutto questo senza infiniti scrupoli. Se quel che vi è di sacro in lui per me fosse la persona umana, potrei cavargli gli occhi facilmente. Una volta cieco, sarà una persona umana esattamente come prima.

Nel viaggio estremo,
con lo sguardo più rigoroso,
tramite la parola più semplice,
nella costruzione più strutturata, per il gioco più intimo,
per l'(evento) più iniziale.

come acqua gettata
da roccia su roccia.

Stamattina ho sentito colpi persistenti e rabbiosi su un tappeto
battuto nel cortile della policlinica –
e ho dovuto pensare a tutti i cuori
persistenti rabbiosi battenti
tende logore di speranza, speranza per un futuro più gentile,
che non mentirebbe nemmeno se fosse vero.
E ho dovuto pensare a tutte quelle persone, persone perdute
e mendicanti,
e a coloro che non sanno mendicare, stanchi come una mano dopo la guerra,
ho dovuto pensare a creature incastrate nelle porte di coloro
che parlano mentre mangiano e a cui hanno offerto statuette
di gargoyle,
fili dalle camicette delle vergini, o gelato fatto di
neve d'aprile,
[...]

Quando sarai calmo e gioioso; finalmente, completamente solo. Allora – in una grande, nuova oscurità – metterai in atto il tuo piano speciale.
